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Trattamento nutrizionale dell’iperuricemia con o senza attacchi di artrite gottosa

L’acido urico è il prodotto finale (catabolita) delle purine e la sua concentrazione nel sangue, uricemia, deve essere compresa nel range fra 2.5-7mg/100ml in condizioni fisiologiche corrette/sane. Quando i valori plasmatici di acido urico sono superiori al valore soglia si parla di iperuricemia.

L’iperuricemia è una condizione asintomatica in cui si può determinare il rischio della precipitazione di acido urico a livello periferico sotto forma di microcristalli che causano una reazione infiammatoria. L’iperuricemia è il prerequisito fondamentale della gotta.

La precipitazione a livello periferico dell’acido urico in eccesso sotto forma di microcristalli, rende l’iperuricemia “sintomatica”, causando le manifestazioni cliniche della gotta rappresentate da improvvisi e ricorrenti attacchi di artrite infiammatoria acuta, dolore, arrossamento e gonfiore articolare causati dal deposito di cristalli di acido urico. Le articolazioni dei piedi e delle mani sono le più frequentemente colpite. Durante l’attacco gottoso l’articolazione colpita risulta fortemente dolorante, calda, arrossata e possono inoltre essere presenti anche sintomi generali quali tachicardia, febbre, malessere. L’attacco gottoso può durare alcuni giorni o settimane a seconda della pronta instaurazione di una terapia adeguata o meno.

La gotta è conosciuta come la "malattia dei ricchi” poiché sin dal passato colpiva chi poteva permettersi un’alimentazione ricca di carne rossa, alcolici, alimenti grassi e uno stile di vita sedentario con eccesso ponderale, tutti fattori ritenuti la principale causa della patologia.

Perché è necessario richiedere un intervento nutrizionale in caso di dell’iperuricemia con attacchi di artrite gottosa?

Un intervento nutrizionale personalizzato si pone quindi come importante strumento coadiuvante nella terapia farmacologica anti-iperuricemizzante per la gestione della sintomatologia ad essa associata e nella prevenzione della manifestazione gottosa in caso di diagnosi di iperuricemia asintomatica.

Questo aiuterà il paziente a imparare a gestire la problematica in corso e a prevenirla in futuro, senza correre il rischio di andare incontro a scelte alimentari e comportamentali scorrette che possono portare a inutili rinunce che generano frustazione e incomprensione della propria problematica che in tal modo persiste e che rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza della gotta.

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